Un faro per segnalare la nostra presenza agli alieni

Un faro per segnalare la nostra presenza agli alieniLo propone un astronomo americano e la tecnologia per realizzarlo esiste già. Ma c’è anche chi degli extraterrestri ha paura e lancia un’idea opposta: avvolgere la Terra in un mantello che lo renda invisibile.

Siamo proprio sicuri che se mai esistesse una civiltà aliena di tipo avanzato vorremmo essere trovati? Molto probabilmente sì, visto che uno dei principali obiettivi della comunità scientifica è quella di cercare altre forme di vita nell’universo.

Dell’idea di segnalare la nostra presenza nel cosmo è l’astronomo Philip Lubin, dell’Università californiana di Santa Barbara (Usa), che propone cli adottare un sistema originale: l’attivazione di un segnale ottico da tenere sempre acceso e soprattutto visibile da ogni angolo della Galassia. Una specie di faro rivolto verso l’infinito. L’idea potrebbe sembrare Fantascientifica, ma a quanto pare una tecnologia adeguatamente avanzata per realizzare questo piano esiste già.

I segreti della luce

«Sulla Terra sta avvenendo una rivoluzione nel campo della fotonica, una disciplina che consente la trasmissione di un numero elevatissimo di informazioni attraverso la luce visibile», sostiene Lubin. «È su questa tecnica che dovremmo basare il nostro faro». Lo scienziato, infatti, propone di utilizzare la tecnologia a energia focalizzata, che consiste nell’inviare un segnale luminoso estremamente collimato e potente, come quello emesso da un laser, verso uno specifico sistema planetario, dove si pensa sia possibile la vita. Il sistema potrebbe funzionare anche al contrario, consentendoci di individuare a nostra volta una civiltà aliena che ne facesse uso.

Lubin ha proposto di adottarlo anche al Seti, l’organizzazione scientifica che da oltre quarant’anni è alla ricerca di segnali extraterrestri intelligenti. Si tratta di un’idea innovativa che potrebbe affiancarsi alle tradizionali tecniche di captazione di segnali radio provenienti dallo spazio. «Dato che sulla Terra siamo riusciti a produrre la luce in modo tanto efficiente», spiega Lubin, «niente vieta che anche altre forme evolute di vita siano in grado di fare altrettanto, consentendoci così di scoprirle. Non avremo bisogno di strumenti costosi per iniziare le ricerche. Tra i 100 miliardi di possibili pianeti presenti nella nostra galassia, si,potrebbe riuscire a rilevare una civiltà come la nostra con un telescopio montato in giardino e una fotocamera acquistata in un centro commerciale».

C’è pure chi vuole nascondersi

C’è però chi gli alieni li teme e pensa di utilizzare la stessa tecnologia di Lubin per difenderci. A lanciare questa proposta sono David Kipping e Alex Teachey, due astronomi della Columbia University di New York, che hanno pubblicato un loro documentatissimo studio sulla rivista Monthly notices della Royal astronomical society. Partendo dal presupposto che gli alieni possano non essere innocui come il tenero ET di Carlo Rambaldi, i due studiosi propongono di creare intorno alla Terra un vero e proprio “mantello dell’invisibilità” laser.

L’idea è quella di camuffare il nostro pianeta per evitare che venga scoperto quando passa davanti al Sole riducendone momentaneamente la luminosità. «Basterebbe», sostengono i due scienziati, «accendere un potente laser per una decina di ore all’anno per compensare questo calo di luminosità e passare inosservati durante il transito della Terra davanti al Sole». Il laser non dovrebbe nemmeno essere troppo potente. Stando a quanto è scritto nell’articolo, un laser da 30 mega-watt sarebbe sufficiente a mascherare il segnale di transito, almeno in luce visibile.

Una quantità di energia non indifferente, ma nemmeno spropositata: paragonabile, dicono gli autori, a quella consumata in un anno dalla Stazione spaziale. Se però volessimo andare al risparmio, non sarebbe necessario mascherare agli occhi alieni l’intera Terra. Basterebbe che non s’accorgessero della presenza di forme di vita: uno stratagemma che renderebbe il nostro pianeta assai meno appetibile. Con un costo energetico di soli 160 kW potremmo nascondere ogni traccia di attività biologica, a cominciare dall’ossigeno presente nell’atmosfera. C’è così da chiedersi: e se gli alieni avessero avuto la stessa idea? Forse è per questa ragione che finora non siamo riusciti a trovarli.

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