Rischi e pericoli della dieta lunchbox

Esistono ormai al giorno d’oggi diete strutturate un po’ per chiunque: dal palestrato che vuole mettere massa ai vegetariani che giammai toccherebbero carne, per passare anche da chi adora particolari cibi come lo yogurt o il pomodoro.

Rischi e pericoli della dieta lunchbox, panoramica

Premesso questo, è mai possibile che nessuno abbia mai pensato ad una dieta strutturata per chi passa la maggior parte del suo tempo al lavoro – o comunque fuori casa – e dunque si ritrova impossibilitato a trascorrere ore in cucina? In realtà esiste: si chiama dieta lunchbox, vediamola insieme più da vicino. La dieta lunchbox in pratica consiste in un approccio alimentare in cui i pasti che ci si portano dietro in ufficio – la classica schiscetta insomma – non sono più costituiti dai soliti panini supergrassi e calorici, né tantomeno da insalate striminzite e senza sapore ma, anzi, saranno veri e propri pasti completi, sani e leggeri ma nutrienti. E non si dovrà trattare, ovviamente, di alimenti messi lì a caso, ma bisognerà rispettare delle debite proporzioni. Ad esempio, un cestello tipo per il pranzo dovrà per forza contenere un 60% di verdura (o frutta), un 30% di proteine e rimane solo il 10% per i condimenti, preferibilmente olio d’oliva a crudo. Ed i carboidrati in tutto questo? Spariti, saranno consentiti solo se durante la giornata si svolgerà attività fisica, come ad esempio anche solo l’andare al lavoro in bicicletta. Dopo questa breve ma tutto sommato esauriente descrizione, sorge spontaneo un quesito: ci sono rischi e pericoli della dieta lunchbox di cui dobbiamo avere tema?

Zero rischi, ma è necessario molto autocontrollo

In realtà non è semplicissimo, neanche per noi, rispondere ad una domanda inerente i rischi e pericoli della dieta lunchbox, questo per un motivo semplicissimo: ovviamente dipende da cosa mettete nel vostro cestello per il pranzo. Se si utilizza un po’ di buon senso e si possiedono delle elementari conoscenze di nutrizione non dovrebbero rilevarsi danni alla salute di un soggetto sano che segue una dieta lunchbox per circa un mesetto. Diversamente le cose potrebbero andare se si soffre di qualche patologia di base oppure se la dieta viene protratta per un tempo eccessivamente lungo: è arcinoto che se si esagera con le proteine a lungo andare esiste la possibilità di danneggiare i reni. L’estrema variabilità di questa dieta ne costituisce anche un possibile punto debole in termini di efficacia. Tutti noi, specie se non abituati a stare a stecchetto, avremmo la tendenza a riempire i nostri cestelli con alimenti gustosi e grassi, specie se siamo abituati a pranzo a concederci almeno un piatto di pasta o peggio. Sarà necessario dunque possedere moltissimo autocontrollo per riuscire a non sgarrare nelle nostre schiscette: fortunatamente il web in questo ci viene incontro. Come? Esistono moltissimi siti che propongono ricette che riescono ad essere nello stesso momento sia appetibili che leggere, e questo sicuramente vi aiuterà anche a lavorare meglio: avrete sicuramente notato infatti che dopo che si è mangiato troppo si viene colti da un abbiocco inevitabile, contro cui poco può fare anche il caffè più nero.

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