Il regolamento di Google Adsense

Partiamo dall’ufficialità ossia dalla specifica pagina del regolamento Adsense; testualmente cita quattro regole generali da osservare, che sono relative a:

  • Impressioni e clic non validi
  • Incentivazione dei clic
  • Norme sui contenuti
  • Materiale protetto da copyright

Esiste poi una voce assai subdola, che spesso viene considerata estranea ai motivi per cui un account potrebbe essere bannato, ma che si rivela una vera trappola per molti, ed è la seguente:

Norme sulla qualità per i webmaster

Quest’ultima è quella che viene definita la sospensione per contenuti poco interessanti, ossia vuol dire che il sito contiene materiali ritenuti di interesse e utilità quasi nulla per l’utente. L’accusa mossa da Adsense con questa citazione è che il sito sia stato costruito con contenuti “fasulli” al solo scopo di scalare le serp di Google e incassare denaro attraverso i click sui banner.

Parlando di questo argomento diamo ovviamente per scontato che il titolare dell’account e il gestore del sito (se sono persone diverse) conoscano bene il regolamento Adsense, almeno nella parte ufficiale, e lo applichino in maniera onesta e seria. Se invece esso viene violato con consapevolezza è del tutto inutile domandarsi: “perchè sono stato bannato”?

Queste guide sono rivolte a coloro i quali hanno dubbi e incertezze sulla condotta del proprio sito e desiderano acquisire tutte le nozioni per evitare di correre il rischio di ricevere un’accusa di violazione del regolamento, con relative drammatiche conseguenze; ma sono molto utili anche a chi ha già avuto una notifica di violazione, poi felicemente risolta, ma vive oggi nell’ansia di riceverne un’altra o di essere bannato senza preavviso.

Dubbi sulla pratica della sospensione dell’account

L’attenta lettura delle centinaia di post inseriti sui vari forum che si occupano di Adsense (sia quello ufficiale che gli altri dedicati in generale al SEO) da una miriade di publisher, che nel corso degli anni hanno visto il loro account disattivato, fa nascere un sospetto. Il dato comune a molti è che la sospensione ha colpito account “giovani”, quindi con pochi mesi di vita, arrivando quando aveva già una certa somma ma prima del pagamento.

Bisogna sapere che una delle norme punitive (stabilite ovviamente dallo stesso Google) applicate in caso di chiusura dell’account prevede come tutti i guadagni maturati fino a quel momento (e ovviamente non ancora versati) vengano trattenuti e non siano pagati al publisher; anzi, si precisa che tali somme verranno “restituite agli inserzionisti”. Dato che Adsense, come tutto il motore stesso, è una “scatola nera” assolutamente impenetrabile, chi garantisce che ciò avvenga e tali somme non siano invece trattenute? Inoltre, come mai sono sempre chiusure che arrivano prima del saldo e su account “giovani”?

Facile farsi venire il dubbio che Google lo faccia apposta, anche se è indimostrabile, come d’altronde è indimostrabile tutto quello che riguarda questo sistema, che è attore, arbitro e giudice allo stesso tempo.

Conclusioni sulla sospensione degli account Adsense

In conclusione fissiamo alcuni punti fermi per quello che riguarda il provvedimento di chiusura di un account Adsense:

  1. la disattivazione non è quasi mai un errore di Google, ma una violazione da parte del publisher
  2. le norme del regolamento non sono affatto esaustive e dettagliate sulla pratica, quindi piene di incertezze
  3. di certo queste norme vanno conosciute e seguite, ma è bene informarsi il più possibile per capire cosa sia scritto tra le righe, oltre che sulle righe
  4. una volta bannati non è facile ottenere la riammissione, ma neppure impossibile, a patto di avere ragione

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