Guadagnare con Google Adsense: è possibile?

Google AdsenseLa risposta oggettiva è no, non si può pensare di investire su Google Adsense.

Non che non si possa guadagnare con Google Adsense, ma se si vuole dar vita a una attività di tipo imprenditoriale, cioè spendere del denaro per creare un sito internet e pensare di guadagnare con esso attraverso questo sistema di introiti pubblicitari. Non che non funzioni, anzi, funziona e rende meglio di tutti gli altri sistemi simili, ma vi espone a un pericolo altissimo: quello di veder crollare la “baracca” da un momento all’altro, in maniera irrecuperabile e senza poter far nulla.

O meglio, ed ecco spiegato il “no, ma” dell’introduzione, si può certamente ricorrere a questo sistema di gestione annunci per ricavare guadagni dal proprio sito, ma bisogna sapere esattamente qual è il rischio al quale ci si espone. Capire che non si è considerati “soci” o collaboratori, quindi non ci si deve aspettare un trattamento degno di questi ruoli; si è dei sottomessi e da tali si viene trattati.

Vediamo perché.

Cos’è Google Adsense

Google Adsense è un sistema automatico di gestione della pubblicità online che si basa su tre figure attive:

  • publisher (editore)
  • il proprietario del sito, che pubblica contenuti e pubblicità
  • investitore
  • il cliente che paga per vedere i suoi annunci pubblicati sui siti che aderiscono al programma Adsense
  • mediatore
  • ossia Google

La spiegazione del “come funziona” questo sistema la rimandiamo a una nostra specifica guida; occupiamoci invece di capire quale sia la sua affidabilità, soprattutto per quanto riguarda il ruolo dell’editore o publisher.

La preoccupazione di Google è quella di guadagnare il massimo e di gratificare gli investitori (che lo fanno guadagnare); la preoccupazione degli investitori è quella di avere il maggiore rendimento possibile dai soldi spesi in pubblicità e di vedere i propri annunci sui siti giusti, ossia quelli che li valorizzino al meglio. Ecco quindi che di conseguenza il lavoro di Google è sempre finalizzato a far apparire gli annunci dei clienti sui siti migliori e più consoni.

Per contro Google non ha alcun interesse a creare rapporti di collaborazione reale con i publisher, cioè gli editori, sia perché questo gli comporterebbe un lavoro costoso, ma soprattutto perché sarebbe fatica superflua.

Predominio assoluto di Google

Da perfetto americano capitalista Google fa solo ciò che gli è strettamente necessario o conveniente economicamente. Esaminiamo alcune considerazioni oggettive:

  1. Adsense è monopolista assoluto nel mondo nel settore della pubblicità online, per cui non avendo concorrenza non ha bisogno di andare incontro ai suoi publisher
  2. Adsense paga meglio e più di ogni altro gestore di pubblicità online, quindi resta assolutamente appetibile da parte dei titolari di siti
  3. Adsense ha un numero elevatissimo di siti che aderiscono al suo programma

Tutto questo fa si che la posizione di Google nei confronti dei publisher sia di assoluto dominio e supremazia, da ciò discende che la sua considerazione per essi sia praticamente nulla. Come si dice in gergo “ha il coltello dalla parte del manico”.

Perdere 1, 10, 100, sia anche 1000 publisher per Google è totalmente ininfluente.

Per tutelare gli interessi dei suoi investitori pubblicitari, e quindi i suoi, Google applica il regolamento in maniera così severa da essere definibile “feroce” o spietata. Può farlo, gli conviene e quindi lo fa.

Publisher: regole rigidissime, garanzie zero

Google si può permettere di applicare ai publisher un regolamento ferreo, con regole fumose, non chiare, criptiche; un regolamento che è al 100% a suo vantaggio, che tutela totalmente la società e i suoi investitori, senza offrire alcuna garanzia e alcuna tutela ai poveri editori.

Il proprietario di un sito che vuole aderire al programma Adsense deve sottoscrivere un accordo che è totalmente sbilanciato, come tutele e garanzie, a favore di Google. Una volta dentro è legato mani e piedi alle prepotenze del colosso americano.

Inoltre non esiste giudice terzo cui appellarsi: Google fa il regolamento e lo applica fuori da qualsiasi norma giuridica, nazionale o internazionale. Il fatto di avere società a scatole cinesi, basate in paesi stranieri come l’Irlanda, lo mette infine al riparo da qualsiasi ipotesi di azione legale da parte di publisher italiani.

Qualsiasi publisher può essere cacciato (bannato) da Adsense per un numero pressoché infinito di ragioni, vedendo il suo account sospeso e disattivato senza preavviso alcuno.

Perché viene disattivato un account Adsense

Il titolare riceve improvvisamente una mail che gli spiega che il suo account (l’accordo di collaborazione con Adsense) è stato disattivato per una ragione che viene si spiegata, ma resta comunque molto vaga. Punto, non c’è altro.

Non ci sono spiegazioni, non ci sono indicazioni, non ci sono contatti cui rivolgersi, solo un modulo online con cui tentare un ricorso, ma nella pagina di riferimento viene specificato che:

  • Google si riserva il diritto di accettare o meno il ricorso
  • il ricorso può essere presentato una sola volta e mai più
  • se vi disattivano l’account non potrete mai più averne uno a vita
  • se iscrivete parenti o amici e li scoprono disattiveranno a vita anche loro
  • il vostro sito non potrà mai più ospitare pubblicità Adsense di nessun altro al mondo
  • La cosa folle è che l’account Adsense può essere disattivato per una serie di ragioni, molte delle quali sfuggono al vostro controllo, sia perché il regolamento dice tutto e nulla, sia perché potrebbero essere intervenuti fatti che non dipendono da voi. Ma può essere disattivato addirittura per un errore di analisi o valutazione da parte Google.

Ecco spiegato perché è un vero e proprio “suicidio” commerciale il pensare di investire dei soldi in un sito contando solo su Google Adsense per raccogliere pubblicità e quindi introiti. Significa affidare il proprio business a un gestore pubblicitario che tutela solo i suoi interessi e affatto i vostri, che è pronto a rovinarvi a vita senza il minimo ripensamento, spesso attraverso meccanismi di verifica automatici, e che non permette in alcuna maniera un dialogo riparatore.

Chi aderisce al programma Google Adsense deve sempre tenere a mente di non essere un socio ma un sottomesso.

Google Adsense è affidabile?

In conclusione possiamo affermare che Adsense è praticabile e consigliabile a chi ha un sito:

costruito per diletto o per motivi specifici, che giustifica quindi la sua esistenza al di fuori della raccolta pubblicitaria. In questo caso Adsense può offrire un piccolo guadagno mensile aggiuntivo che non guasta.

che ha già un suo indipendente introito pubblicitario ottenuto attraverso altri gestori o raccolta diretta. In questo caso Adsense permette di arrotondare, magari anche in maniera considerevole, ma la sua eventuale improvvisa scomparsa non pregiudica la redditività dell’impresa.

Adsense è invece totalmente sconsigliato a chi pensa di creare un sito, e soprattutto di investirci denaro, contando solo ed esclusivamente sugli introiti da esso derivanti. Si tratta di una operazione imprenditoriale ad altissimo rischio, un vero salto nel buio.

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