Che cos’è la pensione?

Che cos'è la pensione?La pensione rappresenta qualunque prestazione o assegno in danaro, normalmente perpetuo o vitalizio, corrisposto non come stipendio o salario o comunque a titolo di retribuzione di un’attività svolta, ma come conseguenza di un preesistente rapporto di impiego o di lavoro o di servizio pubblico o privato, venuto a cessare, oppure anche come frutto di una assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e contro l’invalidità e la vecchiaia, o a titolo di risarcimento per invalidità di guerra, o, in alcuni casi, a solo titolo di favore quale atto di compiacente liberalità.

La forma più comune di pensione  è però rimunerazione fissa che si concede a chi cessa di prestare servizio allo stato o ad altri enti e che in parte si trasmette alla vedova e agli orfani, considerata dalla dottrina come una parte differita dello stipendio. Si tratta di un istituto sorto con le monarchie assolute, che intendevano con esso assicurare una decorosa vecchiaia ai propri funzionari benemeriti, ma regolata con precisione per la prima volta con le apposite ordinanze del ministro francese Necker (1776); In Italia, la prima legge fondamentale in materia si ebbe nel 1864, con la creazione di una Cassa Pensione, alimentata dal concorso dello stato e dagli stessi aventi diritto mediante le trattenute sul proprio stipendio.

Il diritto alla pensione, o all’indennità per una sola volta, sorge al momento della cessazione definitiva dal servizio, che può avvenire per un fatto naturale (morte, assenza dichiarata), per un atto amministrativo dell’autorità dello stato (decreto di collocamento a riposo a domanda o d’ufficio, di dispensa, di destituzione, di dimissioni) e, infine, per una sentenza della Corte dei conti emanata su istanza dell’impiegato, in seguito al rifiuto dell’amministrazione di emettere il provvedimento di cessazione dal servizio.

La regola generale per ottenere la pensione era il compimento di 40 anni di servizio, ovvero 65 anni di età con 20 di servizio. Vi sono poi periodi di servizio prestati con diversa qualifica (per esempio, come avventizi), che si dicono riscattabili agli effetti della pensione, versando i necessari contributi, mentre sono anche stabiliti aumenti nel computo del tempo di servizio, per servizi speciali (per esempio, campagne di guerra).

In alcuni casi si parla di pensione privilegiata, ossia quando il computo dell’anzianità è fatto su un periodo massimo di servizio in realtà non prestato: ciò avviene nei casi in cui l’attività lavorativa deve innanzitempo forzatamente cessare per motivi speciali, come nell’infortunio o invalidità derivante da cause di servizio stesso.

La vedova e gli orfani minori dell’impiegato o pensionato hanno diritto a percepire una pensione ridotta detta pensione di riversibilità, sempre che essi siano in possesso di determinati requisiti legali: però, vivendo la madre, il diritto degli orfani è, salvo casi particolari, assorbito dal suo.

Quando la pensione è posta a carico dello stato e di enti diversi, si ha la pensione ripartita o pensione mista. Il godimento della pensione o dell’assegno comincia a decorrere dal giorno in cui cessano lo stipendio o le competenze del dipendente statale; le rate di pensione non richieste entro due anni dalla loro scadenza sono prescritte e non possono essere più pagate. Particolari norme regolano la corresponsione della pensione di guerra ai militari che abbiano riportato ferite o lesioni o contratto infermità da cui sia derivata perdita o menomazione della capacità di lavoro, e alle loro famiglie in caso di morte. Il trattamento assume la forma di pensione o assegno rinnovabile e indennità privilegiata di guerra per il combattente o pensione per i suoi congiunti. Le lesioni e infermità sono raggruppate in otto categorie, alle quali corrispondono otto categorie di pensione, secondo il grado di gravità delle predette, dalla perdita dei quattro arti alla perdita di tre dita fra tutt’e due le mani.

La pensione è vitalizia e viene concessa quando la menomazione dell’integrità fisica non sia suscettibile di modificazione, mentre l’assegno rinnovabile viene concesso a periodi, salvo la trasformazione in pensioni.

Le pensioni militari concesse ai congiunti degli stessi si dicono indirette. Il servizio di espletamento delle pratiche inerenti alla liquidazione delle pensione di guerra è affidato ad un apposito sottosegretariato facente capo al ministero del Tesoro. Attualmente, la quasi totalità dei lavoratori privati fruisce di una pensione appartenente alla specie assicurativa, che viene liquidata attraverso il grandioso organismo dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.

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